{"id":409,"date":"2018-01-15T09:32:41","date_gmt":"2018-01-15T08:32:41","guid":{"rendered":"http:\/\/associationodyssee.fr\/?page_id=409"},"modified":"2018-06-15T08:56:54","modified_gmt":"2018-06-15T07:56:54","slug":"job-to-stay","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/associationodyssee.fr\/it\/projets-europeens\/job-to-stay\/","title":{"rendered":"Job to Stay"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<div id=\"c5101\">\n<div class=\"ce-textpic ce- ce-\">\n<div class=\"ce-bodytext\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Contesto<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il 2015 e il 2016 2,1 milioni di persone hanno presentato domanda d\u2019asilo in Europa. I flussi migratori e i processi di richiesta d\u2019asilo producono effetti non solo sulle societ\u00e0 ma anche sull\u2019economia in tutti i paesi europei, impattando sui loro sistemi educativi e di formazione professionale, sul mercato del lavoro e perfino sulle organizzazioni a supporto dell\u2019integrazione dei rifugiati e richiedenti asilo. La maggioranza delle persone, degli enti pubblici e delle organizzazioni non sono sufficientemente preparati ad integrare i rifugiati nel mercato del lavoro. Il motivo pu\u00f2 essere, da una parte, la mancanza di competenze linguistiche e la non chiarezza per quanto riguarda lo status legale dei rifugiati e il loro diritto al lavoro. Dall\u2019altra parte, nella maggioranza dei casi i rifugiati non sono abituati alla cultura, alla societ\u00e0 e agli standard del mondo del lavoro e della vita quotidiana in Europa. Inoltre, i rifugiati, spesso poco qualificati, sono solitamente sprovvisti dei documenti attestanti il loro titolo di studio o dei certificati necessari per trovare un lavoro il che pu\u00f2 rendere difficile la valutazione delle loro esperienze lavorative precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Destinatari principali: le donne rifugiate<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le molteplici iniziative ed istituzioni volte a favorire l\u2019integrazione dei rifugiati, generalmente sono le donne rifugiate a dover affrontare problemi d\u2019inclusione. C\u2019\u00e8 bisogno di programmi specifici, mirati alle donne rifugiate, prima di tutto per consentire loro di entrare nel paese di destinazione, e successivamente per promuovere la loro inclusione sia sociale che lavorativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto il settore del turismo, essendo sempre stato un settore multiculturale, ha un potenziale enorme di crescita. Infatti, ancora oggi c\u2019\u00e8 un bisogno urgente di professionisti, impiegati e lavoratori non qualificati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Gli obiettivi del progetto e i risultati attesi<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo del progetto \u201cJob to stay\u201d, finanziato dal programma Erasmus+, \u00e8 di sostenere i rifugiati nello sviluppo di abilit\u00e0 e competenze professionalizzanti tramite inserimenti lavorativi e l\u2019accesso alle qualifiche professionali. Inoltre, altro obiettivo del progetto \u00e8 di sensibilizzare i decisori politici in merito all\u2019argomento su diversi livelli. Ma fondamentalmente il progetto mira a promuovere l\u2019integrazione lavorativa delle donne rifugiate nel settore del turismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entro i prossimi due anni verranno descritte cinque qualifiche e figure professionali nel settore del turismo, basandosi sul livello EQF 2. In base a queste descrizioni il partenariato elaborer\u00e0 un modello di valutazione delle competenze per queste figure professionali che verr\u00e0 poi testato nella pratica tramite inserimenti lavorativi della durata di 6 mesi. A conclusione del progetto il partenariato elaborer\u00e0 un Libro Verde che comprender\u00e0 i principali risultati ed esperienze del progetto per permettere anche ad altri stakeholder e utenti a beneficiare di tali risultati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Il partenariato<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nove partner provenienti da vari paesi Europei collaborano in questo progetto per raggiungere lo stesso obiettivo. Grazie alla loro esperienza sul campo, i partner EUROPEAN NEIGHBOURS (Austria), FormAzione Co&amp;So Network (Italia) e Association Odyss\u00e9e (Francia) contribuiranno a rendere possibile l\u2019inclusione socio-lavorativa delle donne rifugiate. Allo stesso tempo l\u2019associazione slovena \u201cSlovene Philanthropy asssociation for the promotion of voluntary work\u201d ha maturato un\u2019esperienza notevole nello sviluppo di programmi educativi per donne rifugiate. I partner tedeschi IHK Projektgesellschaft (Ostbrandenburg) mbH e Verbund f\u00fcr soziale Projekte (VSP) sono in un contatto giornaliero con il gruppo target del progetto e fanno parte di un\u2019ampia rete di organizzazioni del settore in tutta la Germania. Fare rete \u00e8 il punto di forza anche di un altro partner del progetto, European Network for Transfer and Exploitation of EU Project Results (E.N.T.E.R.; Austria) che si occuper\u00e0 di diffondere i risultati ai destinatari, agli stakeholders e al pubblico in generale. Ultimo ma non meno importante, Fachhochschule des Mittelstands di Schwerin (l\u2019Universit\u00e0 di Scienze Applicate; <span class=\"notranslate\">FHM<\/span>; Germania) e l\u2019universit\u00e0 Univerza na primorskem (Slovenia) assicureranno una qualit\u00e0 scientifica, affinch\u00e9 ogni prodotto e risultato di questo progetto transnazionale sia scientificamente valido.<\/p>\n<p>Flyer: <strong><a href=\"http:\/\/associationodyssee.fr\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Jobtostay_Flyer_EN.pdf\">Inglese<\/a>, <a href=\"http:\/\/associationodyssee.fr\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Jobtostay_Flyer_KH10_FR_Korrektur.pdf\">Francese<\/a>, <a href=\"http:\/\/associationodyssee.fr\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Jobtostay_Flyer_DE.pdf\">Tedesco<\/a> e <a href=\"http:\/\/associationodyssee.fr\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Jobtostay_Flyer_IT.pdf\">Italiano<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Contesto Tra il 2015 e il 2016 2,1 milioni di persone hanno presentato domanda d\u2019asilo in Europa. 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